#PLdGS: Intervista a Vanessa Colciago

Giugno è il mese dell’orgoglio LGBTQIA e su GDR Unplugged siamo al lavoro per coprire l’argomento rispetto al GDR: ieri c’è stato un Parliamo di… Identità e gioco di ruolo e domani saremo a Treviso per l’evento http://www.yggdrasil-festival.com/index.php/it/attivita/non-e-solo-un-gioco; per quanto riguarda il Pensiero Ludico del Giovane Stagista, Ivan è particolarmente gasato (è festa anche per lui!) e ha pensato a qualcosa sui generis: da oggi e per qualche venerdì, intervisterà giocatori e giocatrici appartenenti a demografiche minoritarie, come aveva fatto mesi fa con la sua amica Greta, e chiederà il loro punto di vista sulla questione.
La prima ospite è Vanessa Colciago, la fidanzata dell’Altro Giovane Stagista Edoardo: Vanessa è etero, ma appartiene a quella specie mitologica chiamata “giocatrici donne introdotte all’hobby dal fidanzato”. Sentite un po’ che ha da dirci!

Credo che il webcomic Living with hipstergirl and gamergirl rappresenti bene la vita domestica di Edoardo e Vanessa…

1. Parlaci un po’ di te.
Ciao! Sono Vanessa, ho ventisei anni e non sono per niente brava con le presentazioni, perché sono timida anche se cerco di non darlo a vedere. Lavoro, studio e da poco convivo con Edoardo (che ho conosciuto tanti anni fa giocando di ruolo).

2. Come hai scoperto il GDR?
Diciamo che io mi colloco in quella fascia borderline di persone che hanno bazzicato i confini del mondo del GDR senza troppa cognizione, quindi non ero completamente digiuna. Il mio primissimo contatto con il gioco di ruolo è avvenuto attorno ai miei 13/14 anni. Si trattava di un play by forum (anzi, neanche forum: c’erano le community di MSN! :D) ambientato nel mondo di Harry Potter. Un anno più tardi sono approdata nei play by chat, in un notissimo fantasy medievale in cui ho giocato dal 2006 al 2013 un elfo di nome Elistir. Poi il play by chat mi ha stufata di tanto in tanto ci riprovo senza troppo dispendio di energia, semplicemente perché il PC è diventato uno strumento di lavoro e nel tempo libero fatico a trovare la voglia di mettermici di nuovo, nel frattempo però in quei fatidici 6/7 anni ho conosciuto persone che mi hanno mostrato un altro modo di giocare di ruolo. In una certa misura un modo “più vero”, tra queste persone, appunto, c’è il mio già citato ragazzo.

3. Qual è il tuo rapporto con l’hobby oggi?
Dunque, oggi il gioco di ruolo è un hobby più articolato e forse più complicato. Prima bastava accendere il pc loggare in piattaforma e “quando ti stufi esci”. Adesso è diventato una creatura multiforme e varia: fatta di fiere ed eventi a cui partecipare e FAR partecipare, di avventure da scrivere, feedback da raccogliere, sistemi e ambientazioni da playtestare, meccaniche da ripensare, recensioni da scrivere, tavoli da far divertire, progetti da kickstartare e altri già kickstartati da provare… insomma, solo una manciata di mesi fa non avrei nemmeno saputo costruirla, questa frase. Non che io in prima persona mi occupi davvero di tutte queste cose: se lo faccio, lo faccio marginalmente e il più delle volte senza saperlo; ma vedo il mio compagno e i suoi compagni di gioco. A volte sembrano una riunione del Capo di Stato Maggiore della Difesa, di solito c’è anche una mappa sul tavolo. Nel mio piccolo concreto è diventato un hobby fatto di persone. Persone molto diverse, talvolta un po’ strane, generalmente simpatiche -soprattutto quando sanno tradurre in italiano corrente ciò che normalmente esprimono in gidierrese stretto e fatico a capire- persone che si spendono davvero tanto per far sì che, anche per me semi-profana, l’esperienza sia bella.

4. Parlando di persone navigate che cercando di farsi capire da profani, hai avuto brutte esperienze in tal senso?
“Brutte esperienze” direi di no, più che altro perché sono un ascoltatrice “selettiva”. In genere in premessa alla discussione lo dico sempre “con me usate un linguaggio a prova di idiota” a questa premessa di solito i miei interlocutori raddrizzano il tiro e cercano di coinvolgermi dove possibile (e talvolta anche, magicamente, dove non credevo possibile!). È capitato che qualcuno non cogliesse, ma di fondo ho quest’idea: spiegare qualcosa in parole semplici è possibile solo se sai bene di cosa parli; spesso, quando ci si ostina a voler usare ipertecnicismi e paroloni è perché ci si nasconde dietro la scena che fanno. In quel caso smetto di ascoltare, di solito.

Spiegare qualcosa in parole semplici è possibile solo se sai bene di cosa parli…

5. Ti è mai successo di ricevere un trattamento differenziato “in negativo” perché sei “la partner di qualcuno”?
Uhu! Che domandona! Non ne ho la più pallida idea! Quindi a occhio direi di no. Fatico anche a figurarmi in che modo potrebbe succedere, in effetti. Al contrario, fino ad ora sono stata accolta abbastanza bene: o sono simpaticissima io o il mio moroso è un “pezzo grosso” e nessuno lo contraddice.

6. Mi par di capire che nel tuo giro sei l’unica donna fra molti uomini. C’è qualche commento che ti senti di fare in merito?
Le fidanzate scarseggiano un po’ in effetti. Mi sto proponendo una lenta opera di conversione. Nah, non è vero. Penso che in realtà sia normale, troppe donne in un posto fatto per giocare si trasformano in troppe “mamme”, e in qualche modo si perde la magia: porteresti la tua mamma nella tua base segreta? L’ ambito di questo mondo in cui si vede più progesterone è il cosplay, perché la vanità è donna, ma pure la sclerosi! Prova a guardarla una cosplayer giovane, carina e in abiti succinti, con la fidanzata vicino! -ok il cosplay non è solo questo, lo so, chiedo scusa a tutti i cosplayer per il luogo comune- la considerazione che mi trovo a fare, soprattutto prima di una fiera è di non rovinarla, di non trattare il mio compagno come un bambino anche se -di fatto- lo è: un bambino in un enorme parco-giochi.

7. Hai mai pensato che questo potrebbe essere il tuo parco giochi in cui fare la “bambinona”?
In realtà no. Non so bene spiegare perché, ma mi sembrerebbe un’ “invasione di campo”. Partecipare a piccole dosi mi diverte molto, ma non credo avrei la pazienza di prendere autonomamente l’iniziativa e dedicarmici così a “tempo pieno”.
È anche una questione di rispetto degli spazi altrui. Giocare di Ruolo é uno svago e una valvola di sfogo e penso sia giusto che ognuno di noi ne abbia una tutta per sé.

8. Domanda spinosa: dalla tua posizione di ospite donna, hai mai visto atteggiamenti sessisti espressi nello spazio del gioco?
Questa è una domanda difficilissima a cui rispondere senza fare un trattato, soprattutto perché la mia posizione riguardo a cosa sia il sessismo è un po’ atipica. Sicuramente il gdr è figlio del pensiero umano e di in substrato culturale sessista che pur marginalmente avrà influenzato il pensiero che ci sta alla base. È anche un mondo maschile, che tende a dipingere la donna come “la vuole”. Penso però anche che nei gdr le donne hanno le stesse possibilità degli uomini. Possono essere ministri di Dèi, soldatesse implacabili e donne d’affari che Bill Gates levati… lascio ad ognuno la facoltà di trarre le sue conclusioni.

9. Hai consigli per altre donne che scoprono o approfondiscono questo hobby trainate dal partner?
In primo luogo di non essere schizzinose: se il vostro partner vuole portarvi con lui in queste occasioni è solo perché vuole rendervi partecipi di una parte per lui importante e molto bella della sua vita. Secondariamente di essere altrettanto propositive, provate a coinvolgerlo in una vostra passione (ed eventualmente, se esagera, a ricattarlo!). E boh, cercate di divertirvi, perché alla fine qualsiasi esperienza può essere bellissima o tremenda in base allo spirito con cui l’affrontate. Se poi vedete che non è proprio roba per voi, lasciatelo andare a giocare e sfruttate quel tempo per voi stesse. Se invece scoprite che vi piace, contate su di lui, fatevi guidare, fatevi spiegare, sarà sempre molto felice di aiutarvi. Ricordatevi che è un giocatore di ruolo: sotto sotto vorrà sempre essere l’eroe che salva la principessa.

Voi pubblico a casa che ne pensate? Giocatrici introdotte dal partner, siete d’accordo? Giocatori che provate a introdurre le vostre compagne, che ne pensate? Giocatori gay e giocatrici lesbiche che ci seguite, con le vostre metà funziona allo stesso modo? Fatevi sentire!

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